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SCELTA DA INTENDITORE

SCELTA DA INTENDITORE Un uomo entra dal panettiere: — Mi dà quattro panini all’olio e due rosette, per favore. — A lei, signore. Altro? — No, quanto le devo? — Due euro e trenta. — Eccoli. Scusi sa, posso chiederle qual è la sinfonia di Mozart che preferisce? — Eh? La sinfonia di Mozart?... Ma che razza di domanda è? — Vorrei togliermi questa curiosità, non mi chieda il motivo perché non lo so nemmeno io.... — Allora aspetti che sento mia figlia, che in queste cose è più sveglia di me. Rossana! — Cosa c ’ è? — risponde la figlia dal retrobottega. — Sai per caso qual è la mia sinfonia di Mozart preferita? — La Jupiter, papà! Te lo devo ripetere ogni volta? — Ah, ecco: la Jupiter, caro signore — e poi, sottovoce — Non le creda, non me lo aveva mai detto... — Be ’ , comunque un ’ ottima scelta, direi. Da vero intenditore! Allora arrivederci e grazie per la cortesia! — dice l'uomo uscendo sorridente dal negozio. ---

COME MUOIONO GLI ASINI

COME MUOIONO GLI ASINI — Lei ha mai visto morire un asino? — Eh? — Se ha mai visto morire un asino... — No. Mai avuto questa fortuna. — Quindi non sa come muoiono gli asini? — Non ne ho la più pallida idea. — Vuole che glielo dica? — Se poi si leva di torno, sì. — Chiudono gli occhi, smettono di respirare, il cuore si ferma. Ecco come muoiono gli asini. ---

DUE RIGHE DI STRONCATURA

DUE RIGHE DI STRONCATURA — Buongiorno, signor Critico Letterario. — Buongiorno a lei. — Allora, ha letto le poesie che le ho mandato? — Sì. — E come le ha trovate? — Devo essere sincero? — Assolutamente! — Guardi, purtroppo non ci siamo... — Le trova brutte? — Peggio. — Peggio che brutte? — Banali... — Ed è grave? — Piuttosto grave, sì. — Lo dicevo, io. Fin dall’inizio! — Mi dispiace... — A me per niente! Tutt’altro... — Davvero? — Sì. Mica è roba mia. Sono di un collega rompicoglioni che si crede la reincarnazione di Ungaretti! Anzi, se potesse mettermi giù due righe di stroncatura firmate gliele farei avere, così magari la pianta di importunarmi ogni momento con i suoi versi... banali. ---

RICORDA DI DIMENTICARE

RICORDA DI DIMENTICARE Ricorda di dimenticare quando ti vengo in mente perché non ti resta niente di meglio da fare. Ricorda di dimenticare quando fra tanta gente tutta uguale dovrai discernere chi vale. E pure io dovrò assolutamente ricordarmi di scordare tutte le cene inutili che ti ho dovuto pagare. ---

POESIA SBAGLIATA

POESIA SBAGLIATA C’era una volta un tizio innamorato che non sapea parlar, era ignorante. Un giorno si svegliò ben ispirato e scrisse una poesia molto importante. Una poesia d’amore, ma sbagliata, fatta seguendo il fiuto del suo naso. Non ricordando il nome dell’amata ci buttò lì dei nomi presi a caso. Costei la lesse e non ci capì nulla, tanto era bistrattato l’italiano; neppure ch ’ era lei quella fanciulla dal poetastro amata da lontano. Così fece una palla con il foglio e, misurando il gesto con destrezza, lo fé carambolar, non senza orgoglio dentro un raccoglitore di monnezza. ---

COMPOSITORE NICHILISTA

COMPOSITORE NICHILISTA Compose una messa in no maggiore un quartetto in boh bemolle un preludio in mah minore all’improvviso morì quando sul pentagramma per sbaglio scrisse un si... ---