LO STESSO VECCHIO DISCO
LO STESSO VECCHIO DISCO Torna la primavera, coi fiori e i prati verdi ogni anno il solito scontato ritornello lo stesso vecchio disco che non può mai cambiare e poi l a sfacciata estate con il suo caldo e tutta quella luce il cui unico scopo, ad esser buoni è quello di rompere i coglioni e sale già alle labbra un vaffanculo: alle giornate senza fine alla macchina arroventata a me fuori col cane al sole delle quattro alla doccia ogni due ore alle notti fra lenzuola fradice di sudore l’estate è per i giovani: stagione di illusioni e di avventure di amori puberali io giovane non sono e le illusioni le ho seppellite tutte da decenni e ad alta voce dico vaffanculo.