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LO STESSO VECCHIO DISCO

LO STESSO VECCHIO DISCO Torna la primavera, coi fiori e i prati verdi ogni anno il solito scontato ritornello lo stesso vecchio disco che non può mai cambiare e poi l a sfacciata estate con il suo caldo e tutta quella luce il cui unico scopo, ad esser buoni è quello di rompere i coglioni e sale già alle labbra un vaffanculo: alle giornate senza fine alla macchina arroventata a me fuori col cane al sole delle quattro alla doccia ogni due ore alle notti fra lenzuola fradice di sudore l’estate è per i giovani: stagione di illusioni e di avventure di amori puberali io giovane non sono e le illusioni le ho seppellite tutte da decenni e ad alta voce dico vaffanculo.

MEGLIO RINCASARE

MEGLIO RINCASARE Quando sono uscito per strada stamattina tutti quanti piangevano a dirotto. Al punto che sembrava che piovesse. Qualcuno mi guardava con sospetto per l’aria disinvolta e rilassata. Con che diritto mi ostinavo a non frignare? Ho pensato fosse meglio rincasare prima che mi scappasse una risata.

L’UOMO CHE SCRUTAVA L’ORIZZONTE

L’UOMO CHE SCRUTAVA L’ORIZZONTE Un uomo che scrutava l’orizzonte vide un giorno a sua volta all’orizzonte un altro uomo uguale a lui, sputato nello scrutare pure lui impegnato. Provò a fargli dei cenni, però quello rispose con il gesto dell’ombrello. Gli uscì un moto di stizza e, caso strano, l’uomo fece un gestaccio con la mano. Gridò la propria rabbia, e sull ’ istante udì una frase oscena ed infamante. Poi smise di scrutare, spazientito, e se ne andò voltandogli la schiena girando i tacchi con un gran grugnito.

ABBASTANZA STUPENDA

ABBASTANZA STUPENDA Coi tuoi occhi del color del lago del colore del lago di Como - di quel ramo del lago di Como - con quel naso sospeso sulla bocca con tutte quelle gambe e quelle braccia che tu hai con le tue curve e tutti i tuoi guard rail spero proprio che la cosa non ti offenda se ti trovo abbastanza stupenda.

POETA DELLA DOMENICA

POETA DELLA DOMENICA Sono un poeta della domenica: santifico i sentimenti beatifico le emozioni e amo tanto la vita scrivo dei versi gementi pieni di buone intenzioni innalzo inni all’amore di una banalità infinita che grondano melassa fiori tramonti lune cieli dipinti di blu mi fan vibrare il cuore e ogni verso in più colmo di apostrofi rosa lo celebro battendo la grancassa.

UNO STRANO INDUMENTO

UNO STRANO INDUMENTO Ieri ho comprato uno strano indumento, metà cappotto e metà canottiera. Mi sta a pennello in abbinamento con il colore della panciera. Poi ho acquistato due scarpe destre e tre sinistre, perché ho cinque piedi. Sono campione di corsa campestre, anche se a dirtelo non ci credi. Possiedo un set di calzini da orecchio, un grosso pettine per il naso, una cravatta provvista di specchio, persino un portacapelli di raso. Ma adesso voglio quel forno ghiacciato, quello che ho visto in televisione: quello per fare il ghiacciolo stufato e la granita col polpettone.

IL MIO TRAMONTO

IL TUO TRAMONTO Stai su una fredda riva al fiume seduto sotto un salice piangente fra i rami neri il sole sta calando in un arancio diafano a Ponente riflessa in una pozza fra le impronte contempli la tua faccia da demente.