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Showing posts from May, 2026

UNA QUESTIONE URGENTE

UNA QUESTIONE URGENTE Avete mai riflettuto su quanto sia desolante la desolazione e quanto squallido lo squallore? ---

SCELTA DA INTENDITORE

SCELTA DA INTENDITORE Un uomo entra dal panettiere: — Mi dà quattro panini all’olio e due rosette, per favore. — A lei, signore. Altro? — No, quanto le devo? — Due euro e trenta. — Eccoli. Scusi sa, posso chiederle qual è la sinfonia di Mozart che preferisce? — Eh? La sinfonia di Mozart?... Ma che razza di domanda è? — Vorrei togliermi questa curiosità, non mi chieda il motivo perché non lo so nemmeno io.... — Allora aspetti che sento mia figlia, che in queste cose è più sveglia di me. Rossana! — Cosa c ’ è? — risponde la figlia dal retrobottega. — Sai per caso qual è la mia sinfonia di Mozart preferita? — La Jupiter, papà! Te lo devo ripetere ogni volta? — Ah, ecco: la Jupiter, caro signore — e poi, sottovoce — Non le creda, non me lo aveva mai detto... — Be ’ , comunque un ’ ottima scelta, direi. Da vero intenditore! Allora arrivederci e grazie per la cortesia! — dice l'uomo uscendo sorridente dal negozio. ---

COME MUOIONO GLI ASINI

COME MUOIONO GLI ASINI — Lei ha mai visto morire un asino? — Eh? — Se ha mai visto morire un asino... — No. Mai avuto questa fortuna. — Quindi non sa come muoiono gli asini? — Non ne ho la più pallida idea. — Vuole che glielo dica? — Se poi si leva di torno, sì. — Chiudono gli occhi, smettono di respirare, il cuore si ferma. Ecco come muoiono gli asini. ---

DUE RIGHE DI STRONCATURA

DUE RIGHE DI STRONCATURA — Buongiorno, signor Critico Letterario. — Buongiorno a lei. — Allora, ha letto le poesie che le ho mandato? — Sì. — E come le ha trovate? — Devo essere sincero? — Assolutamente! — Guardi, purtroppo non ci siamo... — Le trova brutte? — Peggio. — Peggio che brutte? — Banali... — Ed è grave? — Piuttosto grave, sì. — Lo dicevo, io. Fin dall’inizio! — Mi dispiace... — A me per niente! Tutt’altro... — Davvero? — Sì. Mica è roba mia. Sono di un collega rompicoglioni che si crede la reincarnazione di Ungaretti! Anzi, se potesse mettermi giù due righe di stroncatura firmate gliele farei avere, così magari la pianta di importunarmi ogni momento con i suoi versi... banali. ---

RICORDA DI DIMENTICARE

RICORDA DI DIMENTICARE Ricorda di dimenticare quando ti vengo in mente perché non ti resta niente di meglio da fare. Ricorda di dimenticare quando fra tanta gente tutta uguale dovrai discernere chi vale. E pure io dovrò assolutamente ricordarmi di scordare tutte le cene inutili che ti ho dovuto pagare. ---

POESIA SBAGLIATA

POESIA SBAGLIATA C’era una volta un tizio innamorato che non sapea parlar, era ignorante. Un giorno si svegliò ben ispirato e scrisse una poesia molto importante. Una poesia d’amore, ma sbagliata, fatta seguendo il fiuto del suo naso. Non ricordando il nome dell’amata ci buttò lì dei nomi presi a caso. Costei la lesse e non ci capì nulla, tanto era bistrattato l’italiano; neppure ch ’ era lei quella fanciulla dal poetastro amata da lontano. Così fece una palla con il foglio e, misurando il gesto con destrezza, lo fé carambolar, non senza orgoglio dentro un raccoglitore di monnezza. ---

COMPOSITORE NICHILISTA

COMPOSITORE NICHILISTA Compose una messa in no maggiore un quartetto in boh bemolle un preludio in mah minore all’improvviso morì quando sul pentagramma per sbaglio scrisse un si... ---

COME I FILI

COME I FILI Memorie rubate dal fumo nel frastuono di bottiglie e colori e un sole maestro che spacca in mille frammenti il cuore abbaiano i richiami tra i vetri sfondati dai rami mentre con gli occhi inseguo i segni neri che si accavallano fra le mani inseguo quei segni neri come i fili all’interno di un ricamo da ordire in nude parole che ci ricordino chi siamo. ---

MAGNIFICA GIORNATA

MAGNIFICA GIORNATA – Buongiorno, signor Rossi! – Oh, caro Bianchi, che piacere! – Magnifica giornata, vero? – Sì, un bel sole di primavera... – Già. Ma oh, guardi: una nuvola! – Sembra che cambi il tempo. – Credo stia per piovere. – Una bufera in arrivo... – Scappiamo Rossi, che diluvia! – Ahia, i chicchi di grandine! – Le getto un salvagente, si afferri! – Aiuto Bianchi, annego! – Agggh! Glu-glu! Anch’io... aiuto! – Ad... dio Bianchi, è... la fine... ---

TRAMONTO IN COLLINA

  TRAMONTO IN COLLINA – Buongiorno, sarei interessato ad acquistare qualcuno dei suoi quadri. – Oh, molto bene! Collezionista? – No, sto aprendo un ristorante e mi serve qualche crosta da appendere alle pareti... – Scusi? – Ogni ristorante che si rispetti, da che mondo è mondo, è pieno di brutti quadri. E i suoi, lasci che glielo dica, sono proprio bruttini... – Be’, caro signore, contento lei... a me basta che li paghi! Ne ha già adocchiato qualcuno? – Sì. Quella natura morta, per esempio, lì in basso. – Quello veramente è un tramonto in collina... – Un tramonto in collina... Davvero? Bah... Comunque mi può interessare anche quella tela a sinistra lassù, quel ritratto femminile. – Ritratto? Sono cavalli su una spiaggia! – Lo vede, però? I suoi lavori sono talmente mal dipinti che non si riesce nemmeno a capire cosa rappresentino. Proprio ciò che fa al caso mio! – Va bene, va bene... guardi, chiudiamola qui! Lei intanto finisca di scegliere, che poi parliamo di quattrini... – Perfe...

NEL MEZZO DEGLI ARNI MESTANTI

NEL MEZZO DEGLI ARNI MESTANTI Presso l’ambreo rossame, nel mezzo degli arni mestanti, baccola un angolone. Arniette ramose moreggiano sull’ipotrofico clampo, un incofanabile belgismo si viene disfrangiando fra i pileggi. Nel distonìo riedono, gabbiose e industriate, rubifacenti ranelle. ---

PROVAI A DIRE

PROVAI A DIRE Partimmo la mattina presto per il mare ma sbagliai strada e ci trovammo sulle Alpi. Per non sciupare la giornata alla famiglia provai a dire che eravamo a Rimini ma né mia moglie né i bambini ci credettero. ---

LA STORIA DI GIOVANNI IL BOIA

LA STORIA DI GIOVANNI IL BOIA Questa è la storia di Giovanni il Boia ucciso dalla sorte e dalla noia di appendere cristiani sulla forca maledicendo la miseria porca. Distrattamente un giorno che pioveva cinse il collo sbagliato, come un fesso. Sentì soltanto il cappio che stringeva: quel giorno lui fu il boia di sé stesso. ---

CONCERTO SENZA NOTE

CONCERTO SENZA NOTE Ho scritto un gran concerto senza note: tutta l’orchestra finge di suonare il pubblico fa finta di apprezzare poi recita un applauso a mani vuote. E entrando, per pagare il suo biglietto, fa il gesto, ma l ’ incasso è zero netto. ---

PASSIONE PER LE CODE

PASSIONE PER LE CODE Ho sempre avuto la passione per le code: amo le code degli animali, siano essi cavalli, cani o gatti. Una volta fui sorpreso mentre mi aggiravo nei pressi di un maneggio con un paio di cesoie da giardino. Allora chiesi all’addetto la cortesia di poter tagliare la coda a un cavallo. Quello rispose poco sportivamente che avrebbe acconsentito solo se fossi stato disposto, in cambio, a farmi tagliare una mano. Ma ciò che amo maggiormente sono le code nel senso di attesa: code agli uffici postali, code alle casse del supermercato, e in special modo le code nel traffico. L’anno scorso sono rimasto imbottigliato per sei ore sulla A1 per un grave incidente in una giornata di luglio. Beh, è stata un’esperienza incredibile! Caldo a quaranta gradi, tutti bloccati sull’asfalto rovente... Non mi ero mai divertito così tanto! Purtroppo fortune del genere non capitano spesso, e quando succede mi piace assaporarle fino in fondo. In posta vado sempre negli orari di maggi...

QUESTA POESIA

QUESTA POESIA Questa poesia non piacerà a nessuno forse perché non è poi così bella o forse per il fatto che ha un retrogusto amaro, un certo non so che che in fin dei conti non la fa piacere molto nemmeno a me. ---

AUTOLAVAGGIO

AUTOLAVAGGIO Oggi sono stato all’autolavaggio. Tutti quanti lustravamo l ’ automobile con zelo. È importante per la gente presentarsi bene in società. Infatti quasi tutti abbiamo l ’ auto meno sporca della coscienza. ---

PIÙ DI MILLE PAROLE

PIÙ DI MILLE PAROLE Spesso un’immagine vale più di mille parole. A volte invece ne vale un po’ di meno, diciamo ottocentotrenta. ---

DOPO TANTI SFORZI

DOPO TANTI SFORZI – Buongiorno, signor Rossi! – Oh, caro Bianchi, buongiorno! – Che faccia triste che ha! – Sì. Da qualche giorno mi sento oppresso da una vaga melancolia, come se una cappa di tristezza avvolgesse la mia anima... – Via, non si butti giù così, la vita è meravigliosa! – Dice davvero? Secondo lei è meravigliosa, la vita? – Beh... vogliamo dire sopportabile? – La vita è un’atroce beffa, caro Bianchi! – Addirittura? – È un insulto, uno schifo totale! Anni di lavoro e sacrifici, e dopo tanti sforzi si crepa come cani... – Ma ci sono anche tante cose belle... – Ah sì? Quali? Sentiamo... – Ci sono i tramonti, per esempio. Sa quei bei tramonti colorati che si vedono in certe giornate di febbraio... – Ok, i tramonti. E poi? – La torta di mele! La torta di mele è una delle cose belle della vita... – Glielo concedo. Vada pure avanti. – Mmmh, vediamo... Bah, così sui due piedi non mi viene in mente altro... – Che le dicevo? – Porca miseria, forse però ha ragione! C ’ è davvero di c...

SALUTI A CASA!

  SALUTI A CASA! – Buongiorno, signor Rossi! – Oh, caro Bianchi, buongiorno! – Allora, come andiamo, tutto bene? – Sì, grazie al cielo, e lei? – Dai, non ci possiamo lamentare! Ma lo sa caro Rossi che appena l’ho vista avvicinarsi ho pensato “toh, guarda un po’ chi c’è, quel deficiente di un gran rompicoglioni”? – Davvero? Ahahahah! Si figuri che io invece ho sentito una voce nella testa sussurrare “oh no, arriva quel cretino presuntuoso, pettegolo e maligno!” – A volte è proprio una questione di pelle... – Come è vero! – Beh, mi stia bene allora, e saluti a casa! – Altrettanto a lei, e buona passeggiata! ---

L’INGEGNER CERAVOLI ESCE DI GALERA

L’INGEGNER CERAVOLI ESCE DI GALERA L’ingegner Ceravoli esce di galera con un’insalata mista sul cappello ma il camion che lo centra in pieno naso gli va a sciupare l’abito da sera. L’ingegner Ceravoli entra al cimitero con un muesli ai cereali sulla bara; non fuma più perché non c’ha la bocca ma se l’avesse fumerebbe ancora. ---

UNA BRUTTA PATOLOGIA

UNA BRUTTA PATOLOGIA Tu c’hai una brutta patologia; la diagnosi è chiara: gerontofagia! Tu mangi i vecchietti divori gli anziani li inghiotti in un colpo compresi i bastoni. C’hai proprio una strana malattia, che tristo destino: gerontofagia! Ti cibi di rughe sgranocchi dentiere e carni ben flaccide avvolte in panciere. Che brutta disgrazia, mamma mia... dà i brividi a dirlo: gerontofagia! ---

A BRACCIA APERTE

A BRACCIA APERTE Stanotte ho sognato che ti correvo incontro ma non potevo abbracciarti perché eri fatta di vento poi tutto a un tratto scomparivi in un mulinare di foglie e io restavo a braccia aperte brancolando come un coglione. ---

STA SCENDENDO

STA SCENDENDO Tu prova a galleggiare sopra i gas prima di cena con tua suocera legata mani e piedi all’altalena oppure a divertirti tra i cespugli con uomini senza faccia mentre verso valle sta scendendo la frana che ti schiaccia. ---

IMPROVVISO IN FA BEMOLLE

IMPROVVISO IN FA BEMOLLE Quando il tuo fa bemolle modulò in si diesis in quel modo che sembrava zoppicare fu uno di quei classici momenti che è meglio ricordarsi di dimenticare. ---

ZOMBIE APOCALYPSE

ZOMBIE APOCALYPSE Tu bassista degli Zombie Apocalypse da ragazzo suonavi Rachmaninov al piano ma poi incontrasti Jim ‘Teschio’ Wilson al secolo Giuseppe Cazzaniga ex leader dei Sepolti Vivi e fu così che grazie all’influenza di costui tu bassista degli Zombie Apocalypse buttasti Schumann dentro al cesso e ti mettesti a pestare su un vecchio Fender Precision come un ossesso però talvolta mentre ‘Teschio’ Wilson si contorceva sul palco e il pubblico ululando accompagnava il pezzo più famoso della band Datemi un cadavere da squartare tu bassista degli Zombie Apocalypse sognavi in gran segreto di sedere al pianoforte e di eseguire la Kreisleriana davanti a quella folla di bestie strafatte.

TARTADRILLO E COCCORUGA

TARTADRILLO E COCCORUGA Tartadrillo dai denti cariati e Coccoruga col guscio di legno cercavano insieme un punto di fuga intrappolati dentro a un disegno. Tartadrillo a momenti sveniva nel constatare che al disegnatore non era nota la prospettiva. Coccoruga rivolta all’autore strillò «mio artista, son Coccoruga. Prova a mostrarci un punto di fuga, perché altrimenti, puoi stare tranquillo, lascio il disegno con Tartadrillo!» ---

TRA LE ORBOLE E LA CALCIZIE

TRA LE ORBOLE E LA CALCIZIE Tra le orbole e la calcizie tra famiglianti rigiranze e lucchettìi dal guardo fittile una vieta dorsaggine esulcerando l’ugico bambicco schicchiò sui mocchi pentoluti sulle libelle numide sui carovabili grafàmi come un saccoccio appena trufolato di rutili graniglie calpestose. ---

IN LUNGHE FILE

IN LUNGHE FILE Un tizio muore un altro schiatta quella decede quell’altra spira un quinto manca un sesto vola al cielo. In lunghe file marciamo condannati verso la fine cui siamo destinati.

AZIENDA LEADER

AZIENDA LEADER Azienda leader nel settore delle catastrofi responsabili ricerca per amputazioni ergonomiche cadaveri fortemente motivati nell’ambito di un team working sul genocidio sostenibile. ---

ULTIMA STELLA

ULTIMA STELLA Abbandonata nella notte afona sorpresa dentro il turbine dei venti rotti di pioggia fredda e luce acida posso sentire il gelo che hai nell’anima. Come vorrei sfiorarti, averti qui, ultima stella di quest’alba fradicia. ---

QUANDO CESSA IL RUMORE

QUANDO CESSA IL RUMORE Quando cessa il rumore resta il silenzio. E quando infine cessa anche il silenzio resta il telegiornale. ---

IL FRANFO

IL FRANFO Una sera mentre perso in pensieri futili pescavo in riva al mare, un uomo con il mento da levriero mi si avvicina silenzioso. Era il Franfo. Il Franfo era un tipo speciale, un uomo d’altri tempi cotto dal sole e dal sale, uno che aveva rinunciato a tutto per vivere come una lumaca restando ore a contemplare le stelle con il suo mento da levriero. Il Franfo dentro il cuore aveva un sogno e quella sera me lo confidò: liberare l’umanità dalle catene per metterla finalmente ai ceppi.

CADE LA PIOGGIA

CADE LA PIOGGIA Cade la pioggia, e porta con sé pensieri tristi. E lava via le lacrime picchietta sugli ombrelli si abbatte sui cappelli e sulle strade. Restan sui marciapiedi solo le cacche di cane. E cade una vecchietta costretta a farci attorno le gimkane.

QUANDO OSSERVI ONESTAMENTE

QUANDO OSSERVI ONESTAMENTE Bisogna pur guardare in faccia la realtà: quando osservi onestamente la tua vita vedrai che non è proprio un viaggio di piacere. La vita non è mica una passeggiatina ma è sangue sudore lacrime e bestemmie la vita è alzarsi presto ogni mattina e andare a faticare è sentir cadere la tristezza in fondo al cuore che, come la neve, non fa rumore la vita è pestare il mignolino nello spigolo affilato del fottuto comodino... E a volte quando sembra ti sorrida ti accorgi che porta la dentiera.

LA COSA BRUTTA

LA COSA BRUTTA La cosa bella delle cose brutte è che a un certo punto finiscono. E tiri un sospiro di sollievo. La cosa brutta delle cose belle è che anche queste finiscono. E lì viceversa sono cazzi. Perchè un po’ tutti preferiamo le cose belle della vita piuttosto che le brutte. Tranne forse il tizio al quarto piano che ha preso una virago come moglie che lo tempesta di botte. ---