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Showing posts from February, 2026

IL COSO

IL COSO Le cose non andavano poi male sulla Terra, finché nel cielo non comparve il Coso. Il Coso era quel genere di cosa che non sapevi esattamente cosa fosse. Sfuggente e imprevedibile, nessuno lo riusciva a definire. C’era chi proponeva una sua ipotesi, chi la contraddiceva, chi ne azzardava un ’ altra: il tutto senza mai raggiungere un accordo. E mentre divampavano le dispute, il Coso piano piano si allargava: dai oggi e dai domani ridusse infine l’uomo in schiavitù, portandolo a cosare all’impazzata, senza nemmeno rendersi più conto che cosava. Cosando a più non posso, l’uomo si ritrovò a cosare cose che mai per nulla al mondo avrebbero dovuto esser cosate, inesorabilmente andando ad incosarsi. Mentre nel cielo il Coso cosava incontrastato senza che ormai niente e nessuno potesse in qualche modo dis-cosarlo.

UNA CORTESIA

UNA CORTESIA — LUI: Scusa, posso chiederti una cortesia? — LEI: Prego, di’ pure... — LUI: Saresti così gentile da innamorarti di me? — LEI: Come? Mi spiace, non posso. Sono già innamorata di un altro! — LUI: Oh, sono sconvolto... io ti amo da una vita... — LEI: Davvero mi spiace... ma senti: perché non ti disinnamori? Non soffriresti più! E io non mi sentirei così a disagio... — LUI: Non credo di poterci riuscire... — LEI: Provaci. Cosa ti costa? — LUI: Ok, ci provo. — LEI: Allora? — LUI: Niente. Ti amo ancora. — LEI: Dai, più impegno! Metticela tutta! — LUI: Hmmm... È dura... però... — LEI: Visto? — LUI: Ehi, caspita, ce l ’ ho fatta! Tutto ok. Disinnamorato! — LEI: Davvero? — LUI: Dalla testa ai piedi! — LEI: Sono felice per te! — LUI: Anzi, adesso mi stai pure sulle palle! — LEI: Oh, è meraviglioso! — LUI: Be ’ , a mai più rivederci! Non sarai nei miei pensieri. — LEI: Nemmeno tu. E addio per sempre!

PONTELAGOCANNUCCIA

PONTELAGOCANNUCCIA Pontelagocannuccia: una chiesetta un bar un panettiere e quattro case addosso alla collina. A volte piove a volte tira vento. A volte viceversa il sole splende. D’inverno fa più freddo che in estate. La gente qui la notte ama dormire: si suole restar svegli tutto il giorno. E c’è l’usanza se qualcuno muore di seppellirlo dopo il funerale.

IN RIVA AL MARE

IN RIVA AL MARE Aprii il mio lettino in riva al mare. Era cosparso di vermi. Un groviglio pulsante di viscidi organismi. Commosso rimasi lì a guardarli: erano così meravigliosamente ripugnanti. Andai di corsa a ringraziare i gestori. Avevano voluto farmi una piccola sorpresa come cliente fedele senza neanche applicare la speciale tariffa sui vermi che avrebbe alzato il costo del 33%.

DA LEGARE

DA LEGARE — Scusi, lei per caso è un assassino? — Eh? Io, un assassino?... — No, così... domandavo... — Domandava? E perché mai dovrei essere un assassino? — Non so... tutti potremmo esserlo, io non la conosco... — Ma come le viene in mente di fermare la gente per strada per fargli una domanda come questa? Lei non è mica normale... — Infatti: i o sono pazzo. Un pazzo furioso. — Beh, adesso tutto si spiega... — Sì, guardi, proprio matto. Da legare! — Allora deve scusarmi... — Si figuri, mica mi faccio problemi... ma andando al dunque, lei è o non è un assassino? — No. Mai ammazzato nessuno. — Peccato... mi sarebbe piaciuto conoscerne uno... li ammiro tanto! — Li ammira? Gli assassini li ammira? — Certo: sono pazzo! — Ah già, dimenticavo... — Be’, scusi se l’ho importunata. Adesso devo salutarla, è ora di rientrare in manicomio. Matto sì, ma sono un tipo puntuale...

IL PANETTIERE SOTTO CASA

IL PANETTIERE SOTTO CASA Il panettiere sotto casa quando apre il suo negozio la mattina certe volte posso udirlo fischiettare. Altre volte canticchia allegramente un motivetto. Ma ci sono invece giorni in cui se ne sta lì bello tranquillo senza rompere troppo i coglioni.

LA LORO RELAZIONE

LA LORO RELAZIONE Lui era sempre stato un grande stronzo e come donna lei era un po’ un cesso: la loro relazione fu una merda.

UN GIORNO TUTTI VOI

UN GIORNO TUTTI VOI Ai miei inesprimibili talenti un giorno tutti voi sarete grati, per i meravigliosi quadri mai dipinti per i capolavori mai creati.

DOVE SEI STATA?

DOVE SEI STATA? — Ciao cara, com’è tardi, ma dove sei stata? — Ng3F/ @+=Hƒ? v:0&$hy. — Fino a quest’ora? — X£ %g4ç #* §°(§*>$= “£%∆. — Eri con Rossana? — %. — E chi c’era, oltre a lei? — D9j?^, §à*/&&, a^2”=-, %g §%£f… — Anche Gualtiero? — %... — Ti ha riaccompagnata lui? — %... — Ma lo spettacolo finisce alle 23.30. E sono le due e un quarto! — 1%-V0=, g/”*& 6#ç@h™ ‹%&cKy:ç@, % ?’^S£t$4 ç#O (£°§**... — Che guasto? — §* M7k”&8x@[, 5∆y~ §°**)/%j#ç^! — E darmi un colpo di cellulare, no? — %& ¥ £… p”$… =à, º€[*”9:§*]!& &g#8, §(∫)=... — Ah, non sai cosa dire, eh? Come mai sei così spettinata? E perché tremi? Ti ha baciata, vero? Dillo che ti ha baciata! Dillo!…

STRANO CONCERTO

STRANO CONCERTO C’è un architetto con la trombosi che suona il trombone con l’archetto c’è un violinista seduto al piano e una pianista vestita di viola resto di sasso guardando l’arpia che suona l’arpa come un sassofono al basso tuba sta un uomo altissimo, sta lì in silenzio e non suona un tubo (hanno dei visi invasati da muse nemmeno fossero dei virtuosi.)

DOPO UN LAUTO PASTO

DOPO UN LAUTO PASTO Un signore con in bocca un aeroplano dopo un lauto pasto al ristorante si rivolge al cameriere: «Uno stuzzicadenti, per favore! Ho uno stormo di uccelli in un reattore...»

NON HA PIOVUTO

NON HA PIOVUTO Volevo correrti incontro ma son restato seduto tu avvicinandoti hai fatto un cenno forse un saluto avrei voluto parlarti e son rimasto muto il cielo era gonfio di nubi però poi non ha piovuto.

GLI SCONTRINI DI MARZO

GLI SCONTRINI DI MARZO Il carrello passava e quellʼuomo sceglieva i pelati Al 21 del mese i buoni sconto erano già esauriti Lʼimpiegata del banco fissava con occhi allibiti Il reparto ortofrutta dove i cachi erano già appassiti Alle casse centrali gli utenti premevano pigri Io restavo a guardarli cercando il coraggio per evitarli Poi sconfitto tornavo a cercar quei prodotti anti-tarli Con te in linea al telefono che mi dicevi dove trovarli ... Che marca è, che tonno è? Bella offerta, prendi quattro e paghi tre Trita scelta e un soffritto per il ragù Però, nellʼanima, in fondo allʼanima quanti aumenti in poche ore, e poi ancora, quel frullatore che piace a te Docciaschiuma, tovagliette, chincaglierie Cd doppi coi concerti e con le sinfonie Forse ho perso il maxi-sconto sul caffé Ma il coraggio di chiedere quello ancora non cʼè… ... Gli scontrini di marzo li fanno di tanti colori Cʼè lʼofferta del mese in regalo un panforte Sapori Mentre cerca il marito disperso tra gli espositori Una do...

DO YOU SPEAK ITALIAN?

DO YOU SPEAK ITALIAN? — Excuse me, do you speak Italian? — No, mi spiace... non parlo italiano. Nemmeno una parola. — Ah, thanks anyway! — Si figuri! Provi magari a chiedere in quel pub, se non ricordo male ci lavora un barista calabrese. — Thank you so much for the advice!

ETERNAMENTE

ETERNAMENTE Condannato a viaggiare eternamente verso un luogo inesistente sopra il treno sbagliato.

IL NOME SMARRITO

IL NOME SMARRITO Un uomo una mattina si svegliò che non trovava più il suo nome. Cercò nel comodino, lì non c ’ era. Nel portafogli soltanto due scontrini. Provò a chiamarsi a piena voce. Uscirono dei nomi un po’ a casaccio. Ma il suo non venne fuori. A colazione moglie e figli gli diedero del «coso». Sul posto di lavoro firmò tutte le mail della giornata ‘cordialmente’. La sera nello specchio a lungo si osservò, e con sospetto. Poi disse alla sua immagine «piacere». E quell ’ immagine non seppe cosa dire. ---

SENZA LE CARTE IN REGOLA

SENZA LE CARTE IN REGOLA Rinchiuso in te stesso ti perpetui persino senza aver le carte in regola per condurre una vita normale per fare due passi nei dintorni col geometra del terzo piano per uccidere con eleganza un tempo che non si muove. Sì la noia fa male è il prezzo di un presente congelato e uscendo dal sepolcro della siesta con mosche nella testa e piedi tiepidi mica basta il caffettino riscaldato per uscire dal letargo che ti afferra – prima che svanisca quel torpore hai voglia il tempo che passa! Già incombe una lunga serata con la cena televisiva forchetta coltello e conti in ordine e il fattaccio agli onori della cronaca nel bicchierino dell’amaro poi un filmetto un filmino un filmone o una brutta partita di pallone finché crolli addormentato sul divano .

A QUELL’ORA DI NOTTE

A QUELL’ORA DI NOTTE Arrivato nel parcheggio mi accorsi che non c ’ era più la macchina. “Ecco. Me l’hanno fregata...” pensai. Feci per prendere il cellulare. Ma il cellulare non era nella tasca. Né da nessun ’ altra parte. In giro non c ’ era anima viva. Certo, a quell’ora di notte... Poi guardando attentamente vidi che il parcheggio era sparito. Come i palazzi tutto attorno. Persino la luna era scomparsa. E al posto del cielo stellato un oscuro mantello di carbone scendeva minaccioso verso terra. Ora mi ritrovavo immerso dentro un ’ oscurità totale. Non so nemmeno dire se esistessi ancora.

DALL’OGGI AL DOMANI

DALL’OGGI AL DOMANI L’equipaggio abbandona l’aereo per mettersi a cantare madrigali quella hostess dalle gambe nervose si rivela un trequarti di rugby la tua stella di speculatore tramonta dall’oggi al domani e ti trovi a ricercare un impiego tra gli annunci del mercoledì.

NON PIÙ ME STESSO - Dis-identità digitale

NON PIÙ ME STESSO Estroflesso sottomesso iperconnesso non più me stesso continuo a teletrasportarmi tra gli infiniti qui pro quo continuo a riconfigurarmi tra gli infiniti do ut des con la mia nuova anima bluetooth con 4 tera di spensieratezza nel metaverso costruito intorno a me come una fottuta galera.

SERIALITÀ - Parodia dodecafonica

SERIALITÀ Serialità sono dodici note mai ripetute la serialità è un concetto un po’ astratto quasi un po’ matto la serialità serialità Senti nell’aria c’è già un postwebernismo di gran qualità e che saltare farà la tonalità…

IL PIACERE È TUTTO MIO

IL PIACERE È TUTTO MIO Apriamo questa puntata con il breve stralcio di un colloquio organizzato in esclusiva per noi di “Approfondimenti su un certo tipo di argomenti di un certo tipo” a cura dell’inviato Pesarino Roberti con un grande protagonista della vita culturale italiana. Scrittore, saggista, attento osservatore dei processi della globalizzazione nonché apprezzato giocatore di strip-poker, parliamo naturalmente di Rambaldo Pernacchietti. D - Intanto grazie e un cordiale buongiorno, è un vero piacere averla come ospite ad “Approfondimenti”. R - Il piacere è tutto mio, seguo spesso la vostra trasmissione e la trovo veramente molto... mah, non mi viene il termine... D - Oh, si figuri! Comincerei allora da una questione di grande importanza: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. Lei cosa ne pensa? R - Guardi, questo è un argomento complesso, e richiede una risposta ampia e articolata, che personalmente sono ben lontano dal poterle dare... D - Eh? Ah, vabbé....

ORIZZONTE

ORIZZONTE Nessuna turbolenza nel dipinto: solo un prevedibile orizzonte tra un mondo impenetrabile ed assurdo e un cielo finto.

LE PAGINE DEL LIBRO

LE PAGINE DEL LIBRO Sfogli ancora le pagine del libro alla ricerca di un significato. Ma le sue pagine sono tutte bianche e va a finire come è cominciato.

NON MI FIDO DI ME

NON MI FID O DI ME Non mi fido di me. Non riesco a stare al passo con le cose. Mi perdo nei meandri cosparsi di dettagli rococò del gabinetto sociale. Inezie imperscrutabili tenute in grande onore ai miei orecchi sono del rumore.

PRESA PER IL CULO

PRESA PER IL CULO Il mondo comincia a puzzare di cadavere. Ci sono troppe cose che non tornano. Il tanfo di menzogna non lo si può nascondere per sempre. E tutto sa sempre di più di presa per il culo. Se l’unica vita che abbiamo è in questo mondo è una ciclopica presa per il culo.

DA UN OBLÒ - Poesia voyeuristica

DA UN OBLÒ Io guardo il mondo da un oblò pensando cose che non so. Non faccio niente di speciale ragiono come un animale.