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Showing posts from January, 2026

LA FESTA A INVERUNO

LA FESTA A INVERUNO Sono stato a una festa a Inveruno ma alla festa non c ’ era nessuno: niente musica, niente da bere niente sedie per stare a sedere niente bibite, neanche un panino manco l’ombra di un tramezzino. Stavo lì solitario e a digiuno: che gran festa che c ’ era a Inveruno! Quattro ore ho aspettato ma niente proprio non si scaldava l ’ ambiente così dissi « ora è tempo di andare » mi scusai di dover salutare e facendo ciao ciao con la mano il commiato suonò molto strano perché non vi rispose nessuno: che silenzio che c ’ era a Inveruno!

GRAZIE A LEI PER L’INVITO... - Un'intervista inascoltabile

GRAZIE A LEI PER L’INVITO... Apriamo questa puntata con il breve stralcio di un’intervista a cura dell’inviato Pesarino Roberti, rilasciata in esclusiva per noi di “Approfondimenti su un certo tipo di argomenti di un certo tipo” da un grande protagonista della vita culturale italiana. Scrittore, saggista, attento osservatore dei processi della globalizzazione nonché apprezzato ballerino di merengue, parliamo naturalmente di Rambaldo Pernacchietti. D - Intanto grazie e un cordiale buongiorno, è un vero piacere averla come ospite ad ‘Approfondimenti’. R - Il piacere è tutto mio, seguo spesso la vostra… (rumore assordante) ...e la trovo veramente molto... (sibilo insopportabile) D - Cominciamo dall’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro e sulla tenuta sociale delle democrazie occidentali. R - Guardi, a proposito di questo argomento io sono convinto di una co… (urla strazianti) ...e inoltre le faccio notare come spess... (aereo di linea in decollo) ...soprattutto cons...
GIOIELLI E PREZIOSI Metropolitana di Milano, le sette di sera. Sale una donna bionda, affascinante e ingioiellata. Tiene per mano una bimba di cinque o sei anni anche lei bella, bionda ed elegante, e attacca con voce piena: — Signori, scusare tisturbo, essere familia richissima ti Zurico, marito intustriale efasore, noi pieni ti miliarti, con pampina fiziata e cresciuta nel spreco, preco acetare picola oferta per foi stracioni, Tio fi penetica! — La bimba si sposta da un passeggero all’altro con uno scrigno in mano da cui distribuisce gioielli e preziosi. Qualcuno, timidamente, accetta. Altri fanno finta di niente o distolgono lo sguardo.
LO SPETTRO DELLA MORTE Lo spettro della morte aleggiava sul capo del giovane Fijoputa fin da quando, durante la guerra dei Cinque Cereali, una banda di soldati in ritirata aveva saccheggiato il villaggio di Kagapoku e trucidato i suoi abitanti. Il giovane aveva perso nell’eccidio i genitori e tre sorelle. Avendo sentito parlare di Kagaminka, un famoso maestro zen illuminato a giorno, decise di recarsi nella città di Sugakazu per fargli visita. Kagaminka lo accolse nella sua modesta dimora e mise la teiera sulla carbonella. Fijoputa gli rivolse queste parole: — Maestro, non c’è momento della vita, non un solo minutissimo istante, ch'io non passi alle prese con torvi pensieri di morte. Che fare, o Illuminato, per liberarmi alfin di tale spettro? — Torna da me domani, e ti mostrerò una cosa. Oggi ho un attacco di otofagia — rispose il maestro versandosi una tazza di tè. Fijoputa ritornò il giorno dopo, pieno di aspettative. Il maestro mise la teiera sulla carbonella, poi lo guardò dri...
NEL FRATTEMPO L’orologio segna l ’ ora con estrema precisione. Ma il tempo - nel frattempo - ha cessato l ’ esistenza e si è fermato e nessuno fino adesso ha presentato alcun reclamo.
PER ASPERA Traffico bloccato code e rallentamenti per un brutto sinistro occorso verso le venti il tutto in un temporale con grandine incorporata la città piemontese dall’accesso isolata. Si udì “Per aspera ad Asti” da un’auto incolonnata.
ODONTOPLAXIS CALLIFUGIS Odontoplaxis callifugis è un pesciolino con la forma di una giraffa fatta a forma di pesce, con un cuore grosso come quello di una balena, ma una trentina di volte più piccolo. Negli anni ottanta, in Francia, gli hanno scattato delle eccezionali fotografie da sotto, ma poi hanno perso il rullino. Pesa circa quattro minuti e mezzo ed è lungo quasi sei chili. Tutto nero, ha il corpo prevalentemente giallo, però rosso. Può essere molto veloce e raggiungere anche gli 850 chilometri orari, ma solo se portato a bordo di un aereo di linea. Non ha apparato respiratorio e non ne sente la mancanza. Ha un sistema nervoso periferico di cui nessuno si è mai occupato: sembra non ne valga la pena. Sul suo conto non è fiorita nessuna leggenda, nessuna fantasia si è mai diffusa tra i pescatori, e anche se lo fosse, a noi in fin dei conti non importerebbe.

QUINTO PIANO

QUINTO PIANO Prendi l’ascensore sali al quinto piano apri lo sportello lo apri con la mano fai un primo passo muovi avanti un piede non c ’ è il pianerottolo se c ’ è non lo si vede. Ecco che precipiti cadi giù di lato su quel marciapiede finisci sfracellato: cinque piani sotto veloce come un razzo c ’ era l ’ ascensore, non c’è più il palazz o...

DISPERSO NELLA NEVE - scenetta con nebbia

DISPERSO NELLA NEVE Notte. Infuria una tempesta. Un escursionista disperso nella neve vaga stanco e sfiduciato. Di colpo scende anche una fitta nebbia che gli impedisce di ved -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- opo una notte di ricerca incessante lo ritrovano soltanto la mattina, seduto al sole mentre gusta un’abbondante colazione nel giardino di un bar.

MODESTO COM’IO SONO

MODESTO COM’IO SONO Modesto com’io sono e mi comando, umil quant’altri mai nell’orbe intero, certo non vo ’ d ’ attorno declamando d’esser poeta sommo, immenso e vero e per cagion d ’ innata ritrosia taccio un certo pensier, così dicente: “lume de ’ l mondo, face sulla via, sonerà voce mia etternamente, come più alta, eccelsa et immortale d’intera istoria de ’ l vaneggiar mentale”.
QUI In mezzo a strade fumose piene di confusione nascosto fra uomini e donne appesi all’illusione dentro le mura in cemento di questa ansimante tonnara coi prezzi sempre in aumento la vita sempre più cara qui di fatica oberato e di monotonia letale vivo incatenato al mutuo di un bilocale.

STRANO ALBERO

STRANO ALBERO Ieri uno strano albero è caduto senza radici, tronco, rami e foglie nessuno per fortuna si è ferito nessuno per sfortuna lo raccoglie.
QUANDO COSÌ, ALL’IMPROVVISO Quando così, all ’ improvviso, non successe nulla si ebbe quasi timore di dire una frase fasulla nessuno provò a dire qualcosa di intelligente fu come un accordo tacito: nessuno disse niente...
NON MI RESTAVA ALTRO Appena ebbi il coraggio le parlai, colsi il momento al volo e sussurrai «Ciao bella, che ci fai qui tutta sola?» Ma lei, a trecento metri di distanza, scrollò le spalle senza una parola... Così misi le cuffie per tornare al caro vecchio Mendelssohn-Bartholdy: non mi restava altro che sognare, essendo senza amore e senza soldi.
NESSUNA OMBRA Tu di pietra vestita oscenamente giaci, nemmeno un’ombra appesa al volto. Solo un inverno che gela i tuoi capelli.
POESIA CHE HA QUESTO TITOLO Per essere vulcano o rosa portata dagli spifferi non ho bisogno di mani. Mi bastano il rondò degli intestini ed il rasoio interiore.
PIENA DI PALLIDO $)";@*Ω! ™ &;* Magica notte cristallina, così piena di pallido $)";@*Ω! ™ &;* il tiepido vento mi porta un dolce profumo di °*]]§£/)=^§:° le chiome dei glicini ondeggiano piegandosi al docile &!„§#§@~ ⁉︎ †℗℀ e tutto è talmente ©†‡?ª‰/& che par di trovarsi in un ç##*^£/)ç@§+* da cui non vorresti svegliarti. La luna si affaccia sul Ω &|∑ © # come un magnifico lume, piccole ⨛>ℇ≪‡⎨ȻȻ punteggiano il placido e attonito !%§;&▽☞™© sembrano quasi dei Æℇ÷ ç ∬∦µ;] che osservan curiosi lassù.
UCCELLI Vivono e muoiono senza lamenti senza rimpianti né documenti volano e volano sui continenti la loro vite non registrate disoccupate non preoccupate quanto migliori son della tua?

SENZA SPERANZA

SENZA SPERANZA Un uomo con l’hobby del talento vegeta oramai senza speranza con un cartello vuoto appeso al collo e un documento mai firmato in una tasca.
A UN CERTO PUNTO Un tizio qualsiasi espone i suoi quadri in uno scalcinato banchetto nel centro di una città qualsiasi, in mezzo a persone qualsiasi che camminano frettolose senza degnarli di uno sguardo. A un certo punto un signore qualsiasi si ferma a osservarli uno ad uno con attenzione, annuendo con la testa e pizzicandosi la barba. Poi si avvicina al pittore e rivolgendogli un sorriso qualsiasi dice: «Buongiorno. Posso farle una domanda?» «Prego, ci mancherebbe!» «Anche una domanda qualsiasi?» «Beh, veda un po’ lei...» «Quanto costa un suo quadro?» «Dipende. Quale quadro?» «Uno qualsiasi...»
STASERA Forse stasera finalmente sotto un cielo di nuvole il respiro della campagna aperta spegne la mia sete.
PANORAMA Quaranta piani di alveari in fila allineati sul filo delle erbacce più in là uno spiazzo un bus abbandonato panni distesi al sole montagne di mattoni e sterpi tra i rifiuti lamento di cornacchie poi piccoli puntini colorati qualcuno esce di prigione o entra. Persino il sole qui entra di rado.
DOVE CERCARE Sotto la carta straccia nascosto in qualche infima postilla sotto i trucchetti o dentro le regole del gioco qualcosa ancora flebilmente brilla ma non sappiamo più dove cercare.
CHE AVRÀ A CHE FARE Seduto nel suo sterile ufficietto parlava e riparlava l’impiegato di bolli modulistica visure. Cercavi di far finta d’ascoltarlo mentre tamburellavi con le dita però ti urgeva dentro la domanda “che avrà a che fare questo con la vita?”
UNA BRUTTA PATOLOGIA Tu c’hai una brutta patologia; la diagnosi è chiara: gerontofagia tu mangi i vecchietti divori gli anziani li inghiotti in un colpo compresi i bastoni c ’ hai proprio una strana malattia, che tristo destino: gerontofagia! ti cibi di rughe sgranocchi dentiere e carni ben flaccide avvolte in panciere che brutta disgrazia, mamma mia... dà i brividi a dirlo: gerontofagia!
PROMEMORIA Sputare sulla faccia della gente non è generalmente cosa molto gradita: di solito si apprezza un bel saluto o una cordiale stretta della mano, e si ha più facilmente simpatia per chi non gira dando ginocchiate. Ricorda che la buona educazione si vede soprattutto dai dettagli, perciò se in qualche caso non ruttassi faresti cosa buona e giusta. Molto apprezzato è anche, in società, non togliere la sedia a chi si siede, e avresti certamente più successo se non mostrassi a tutti quel pugnale.
IL SORRISO DI CONFUCIO NELLA NEBBIA Nessuno nel mondo intero ha mai potuto dire di aver visto il sorriso di Confucio nella nebbia. Anche perché la nebbia in quelle zone era piuttosto fitta...
POESIA CHE LASCIA BASITI Il sole esce dalla nebbia come uno starnuto qualcuno entra in autostrada nel senso sbagliato qualcuno esce dalla vita senza un saluto.
L’UOMO CHE GUARDAVA LE NUVOLE C ’ era una volta un uomo che visse con il naso verso l ’ alto da quando era bambino fissando gli occhi al cielo disteso in mezzo all ’ erba o alla finestra e mentre tutti quanti indaffarati correvano ai lavori ed agli svaghi lui non batteva ciglio e contemplava sospeso nei suoi sogni rimirava le nuvole nel cielo stese davanti al sole le nuvole di notte d ’ argento illuminate visse la vita sua senza parole indifferente al piano orizzontale sereno col suo bravo torcicollo e una lordosi cervicale.
VEDO LA MIA DISCENDENZA DI ANFIBI ANENCEFALI Vedo la mia discendenza di anfibi anencefali rincorrere il Big Bang tra gli orologi.
POESIA DA UN EURO E VENTI Voglio riunirmi insieme a te ogni sera vicino al fuoco con un diserbante come reliquia per adorare i tuoi sandali.
INTAGLIATORE DI VERDURE Incidi le rape scalpelli i finocchi istorii carote col fuoco negli occhi intagli gli ortaggi dall’alba al tramonto nessuno ti paga ma tu sei contento lavori le zucche e le melanzane danè non ne prendi lo fai per passione incidi le rape col fuoco negli occhi scolpisci patate con abili tocchi il mondo va in fretta c ’ è molta premura ma tu te ne fotti e intagli verdura intarsi gli ortaggi con gran godimento nessuno ti paga ma tu sei contento.
THIS IST UNE POESIA This ist une poesia écrite in differenti languages. Es eine poem inutile that voi no deverian la lire. Verstehen? È asi sehr short, pourquoi yo don’t conosco very bien las altre sprachen.
DISCESE Profumo odore puzza fetore estasi amore noia dolore.
NOI DUE Noi due saremo sempre in tre: io la mia maschera e te.

LO SCAPICCHIARE PRECOCE

LO SCAPICCHIARE PRECOCE Lo scapicchiare precoce dei protelli immaginosi affonda nell’occhiabile abbastaggio di goglie orticellari mai compiutamente sgabellate.
MANUALE DI ISTRUZIONI Il manuale di istruzioni per l’uso della vita è scritto in dieci lingue in corpo 5. Ho preso il microscopio nucleare mi sono dannato per due ore ma l’italiano non c’è... mi toccherà così vivere in ungherese una impronunciabile esistenza.
BRUTA POESIA Ed eccolo il Rimbaud del Gratosoglio che osserva il delirio autostradale con occhio ben deterso! Un uomo già esiguo la cui anima resta appiccicata a gioielli castranti a una giungla straniera a pendagli da forca. Tutto compreso nel suo ruolo punta le vele verso Itaca dove dei manichini un po’ ridicoli presto smetteranno di ballare.
ANCORA PIÙ SU Una volta ero un ragno e finii divorato da un uccello poi il mio spirito formò un corpo di pesce e nuotai e nuotai fino alla bocca di un pesce più grosso poi eccomi ancora serpente uccisi qualcuno col veleno e mi ammazzarono a bastonate e poi ancora più su fui topo coniglio mucca pantera cane scimmione antropomorfo... la penultima esistenza, che ora pago, fu quella di killer economico: ero un albergatore ligure. Ora sono un batterio procariota e un antibiotico mi sta uccidendo...
PICCOLO APOSTROFO « Ti adoro, amore mio » « Anch’io, tesoro »… … preeet… « Lo sai che fai schifo? » (ho messo un piccolo apostrofo marrone dentro l’espressione ‘anch’io’)... Ahi la fugace puzzetta sfuggitami nel mezzo dei tuoi baci!