PER L’APPUNTO - Poesia grottesca e surreale

PER L’APPUNTO


Un giorno
appoggiai la testa contro il muro
di una parete della stanza.
La testa entrò nel muro
e io rimasi lì
con la cravatta penzoloni
appoggiato alla parete
come uno stupido ombrello.
Avere la testa dentro un muro
non è neanche così male
però non puoi guardare lora.
Comunque al pranzo di lavoro
che avevo a mezzogiorno
non ci sarei potuto andare
anche sapendo che ora era.
Perché bloccato per lappunto
con la testa
dentro un muro.

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