DUE RIGHE DI STRONCATURA

DUE RIGHE DI STRONCATURA


— Buongiorno, signor Critico Letterario.
— Buongiorno a lei.
— Allora, ha letto le poesie che le ho mandato?
— Sì.
— E come le ha trovate?
— Devo essere sincero?
— Assolutamente!
— Guardi, purtroppo non ci siamo...
— Le trova brutte?
— Peggio.
— Peggio che brutte?
— Banali...
— Ed è grave?
— Piuttosto grave, sì.
— Lo dicevo, io. Fin dall’inizio!
— Mi dispiace...
— A me per niente! Tutt’altro...
— Davvero?
— Sì. Mica è roba mia. Sono di un collega rompicoglioni che si crede la reincarnazione di Ungaretti! Anzi, se potesse mettermi giù due righe di stroncatura firmate gliele farei avere, così magari la pianta di importunarmi ogni momento con i suoi versi... banali.

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