UNA ROMANTICA CANZONE Presi la mia ghitarra e lì per lì accennai una romantica canzone. Lei srotolando piano la proboscide presto si unì nel canto, e un concerto di barriti primordiali venne a squarciar la quiete cristallina. Tremò il magnilucente stellato, degno com’era della mano di un Van Gogh, o di quella di un falsario tanto bravo da ingannare anche gli esperti più scafati.