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Showing posts from July, 2026

NELLA CALURA DI LUGLIO

NELLA CALURA DI LUGLIO Nella calura di luglio all'ombra di un giardino guardi con occhio bovino il mondo che si scioglie. Nella calura di luglio ti insozza le scarpe nuove la merda che chissà dove hai preso in mezzo alle foglie. Nella calura di luglio mentre bestemmi e sudi saltelli a piedi nudi. E adesso chi sente tua moglie? ---

LA SOLA MIA PRESENZA

LA SOLA MIA PRESENZA Come un ombrello me ne sto appoggiato con la testa a una parete o chiuso in ripostiglio tra le scope. A volte mi nascondo giù in cantina in mezzo a vecchi oggetti da buttare le donne mi rifuggono. La sola mia presenza le annoia mortalmente. Al lavoro mi hanno confinato in una stanza squallida dove da una finestra guardo fuori pigiando qualche tasto sul computer. Lì, in fondo ad un ripiano dell'armadio tengo il manoscritto di un romanzo che mi è costato anni di fatica. Però ultimamente l'ho riletto e penso di doverlo cestinare... ---

DIMENTICO DI SE'

DIMENTICO DI S É In un bruttissimo romanzo che mai nessuno al mondo vorrà leggere un uomo passa il tempo a guardar fuori da una finestra che non c'è dimentico di sé dentro una stanza senza il condizionatore. ---

UN SUONO STRAORDINARIO

UN SUONO STRAORDINARIO Il silenzio dell'abisso originario: la più bella frase musicale. Un silenzio che ha un suono straordinario oltre il frastuono universale. ---

NON AVREI MAI VISTO

NON AVREI MAI VISTO Se l'Essere fosse rimasto uno ed indiviso non ci sarebbe stata mai la morte ma non avrei mai visto il tuo sorriso. ---

IO LO CHIAMO

IO LO CHIAMO All'apice del cielo il sole splende il raggio della morte io lo chiamo il falso lume sotto il cui occhio la menzogna brilla. All'universo non perdono il suo richiamo. ---

BUCHI NEL NULLA

BUCHI NEL NULLA Preferisco il nulla alle cose. Le cose son buchi nel nulla, nel vuoto si radica tutto; alcune hanno coscienza separata sorta dall'ordine distrutto. ---

UNA PETIZIONE

UNA PETIZIONE Contro la malattia dell'individuazione, promuoverò una petizione per abolire l'esistenza e ritornare ad uno stato di entropia pieno di beatissima incoscienza. ---

UN SENTIMENTO RICORRENTE

UN SENTIMENTO RICORRENTE Ormai ho un sentimento ricorrente: sono stufo di me e dell'altra gente stufo del mercimonio generale stufo di bene e male stufo di pioggia e sole del canto delle sirene delle false parole che avvinghiano come catene. ---

UN UOMO INUTILE

UN UOMO INUTILE Era un uomo inutile. Fin dalla tenera età non aveva mai saputo cosa fare di sé stesso, così restava settimane appoggiato con la testa a una parete, come un ombrello; altre volte si chiudeva in ripostiglio tra le scope. Del resto aveva trascorso gran parte dell'adolescenza nascosto in una cantina, impagliato in mezzo a oggetti che non servivano più a niente. Al lavoro lo avevano recluso in un umido stanzino, dove stava a guardar fuori da una finestrella, scribacchiando qualche modulo ogni tanto. Anonimo e dimesso, le donne lo schifavano. L'unica relazione di qualche importanza l'ebbe con una ragazza sordomuta che per alcuni mesi non riuscì a trovare la maniera di dirgli cosa pensasse di lui, fino a quando glielo mise per iscritto. A coronamento di un'esistenza inane, crepò in un modo idiota: imballato per errore dentro uno scatolone durante il trasloco dell'ufficio. Non ci si prese nemmeno la briga di constatarne il decesso. Planò direttamente in disc...

DAVANTI AI POLIZIOTTI

DAVANTI AI POLIZIOTTI «Riduzionista da discount!» urlò Grand'Uno, boss dei neoplatonici roteando un tirapugni archetipale. «Metafisico da operetta!» rispose Carnap il Becchino capo degli empiristi corroborando la pesante affermazione con tangibili cazzotti sulla faccia. I neoplatonici brandivano realtà iperuranie contro la bruta materia dei corpi; gli empiristi pestavano di brutto con regoli e compassi verificando ecchimosi e ferite. Finì con un mediocre pareggio ma davanti ai poliziotti minacciosi le due bande negarono la rissa: "Solo l’ombra di un conflitto nel mondo delle Idee", la definirono gli uni; gli altri contestarono le prove che fosse mai avvenuta per davvero. ---

COME PITTORE

COME PITTORE Come pittore, lo confesso, mi sento tanto inutile!... Soprattutto se mi metto a paragone col famoso Michelangelo Da Vinci e noto con dispetto quanto fosse molto più bravo di me... ---

UNA GIORNATA PARTICOLARE

UNA GIORNATA PARTICOLARE Ore 07:00, Reali Appartamenti: apri gli occhi alle parole “Felice risveglio, Maestà, le servo la colazione?” Ore 08.20, Sala del Mappamondo: “Sua Eccellenza, buongiorno!”, esclama un ministro che viene a rapporto. Ore 09.20, Parlamento: “Cavaliere, si sbrighi... la seduta sta per cominciare!” Ore 11:55, riunione con il segretario di partito: “Confesso che non so se ci conviene candidarla, avvocato. Ma le farò sapere...” Ore 13:00, ristorante nel centro di Roma: “Gentilmente dottò, ci sarebbe il conto dell’ultimo mese...” Ore 14:40, ufficio, il responsabile del personale: “Con la crisi che stiamo passando, caro geometra, siamo purtroppo costretti a tagliare...” Ore 17:05, per strada, un amico distratto: “Oh, sei tu... scusa, sai, vado di fretta!” Ore 18.30, tua moglie: “Insomma, ti lasciano a casa. Capisci che siamo nei guai?” Ore 19:15, fuori all’addiaccio, una voce: "Mi spiace, non ho moneta...” Ore 20:00, mensa della Caritas: “Ehi lei, perché non fa la f...

IL TIZIO DAI BAFFI INCREDIBILI

IL TIZIO DAI BAFFI INCREDIBILI Al bar che frequentavo tempo fa c’era fra gli avventori abituali un tizio con dei baffi incredibili: li portava tra il naso e la bocca un po’ come tutti, del resto, ma eran baffi di un tipo speciale. E tutti infatti lo chiamavano ‘il tizio dai baffi incredibili’. Quei baffi, così particolari, erano del tutto indescrivibili. E quando lo vedevi avvicinarsi pensavi “che baffi incredibili che ha il tizio dai baffi incredibili!” ---

IL MOSTRO RIPUGNANTE DELLE FOGNE

IL MOSTRO RIPUGNANTE DELLE FOGNE A Londra una trentina di anni fa salirono agli onori della cronaca i crimini bizzarri del Mostro Ripugnante delle Fogne. Questi era un coso viscido e meschino però vestito come un gran signore con uno smoking bianco ed un bastone bisunti di liquami che usciva dai tombini all’improvviso e che si avvicinava alle persone con fiori e caramelle in una mano, nell’altra una mannaia arrugginita. «O la borsa, o la vita!» poi intimava e il tizio lì per lì, messo alle strette lasciava giù la borsa mentre sveniva a causa del fetore. Allora il puzzolente malfattore faceva scempio del malcapitato mozzandone con sadica acribìa tutte le cinque dita di una mano e ritornato in fretta nelle fogne le offriva in pasto ai ratti suoi amici. Poi un giorno finalmente fu arrestato e si beccò vent’anni di galera. In carcere gli fecero una doccia: restò solo lo smoking. Lui non c ’ era. ---

TRA LE SCOPE

TRA LE SCOPE Come un ombrello me ne sto per giorni appoggiato con la testa a una parete o chiuso in ripostiglio tra le scope. A volte mi nascondo giù in cantina in mezzo a vecchi oggetti da buttare. Le donne mi rifuggono, e del resto sono un tipo piuttosto banale; se cercano un uomo interessante allora la mia compagnia le annoia. Dove lavoro mi hanno relegato in una stanza squallida dove da una finestra guardo fuori pigiando qualche tasto sul computer. Lì, dentro ad un ripiano dell'armadio conservo il manoscritto di un romanzo cui vado lavorando da un bel po'. Rilettolo però mi sono accorto di quanto fa cagare... ---

LE LUCI SI SPENSERO

LE LUCI SI SPENSERO Ed ecco le luci si spensero, il rosso sipario saliva. Un giovane, austero pianista seduto davanti al gran coda: le bende sugli occhi, le braccia legate dietro la schiena. Nell’ordine non eseguì Ciajkovskji, Beethoven, Chopin. Due ore di un vasto silenzio, l ’ artista immobilizzato. La sala entusiasta applaudì per come non ebbe suonato. ---