CHI SEI VERAMENTE, EUGENIA?


Chi sei veramente, Eugenia?
Tu che intrattenevi
relazioni epistolari con ex arbitri
tu che in inverno
mettevi le calze alle gambe dei tavoli

tu che conservavi i tuoi virus in un caveau
tu pagata per chiamarti Erik
con la firma del padre
o di chi ne fa le veci.
Gli uomini a volte sono tentati di lasciarti
per la tua vaga somiglianza
coi crostacei...
Una sera in riva al mare, cheek to cheek
in un orecchio ti bisbigliai l’ipotesi
della donazione degli organi.
«Ma io – dicesti – possiedo solamente
un pianoforte».

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