UN SUO PERCHÉ Quando la conobbi mi innamorai al 62%. Non subito, però. All’inizio ci furono piccole oscillazioni del desiderio lordo. Lei mi baciava ad aliquote. Io carezzavo i suoi capelli con tasso agevolato. La sera stavamo seduti nella luce del camino a confrontare i trimestri. Ci amavamo su base annua. Poi con l’andar del tempo il suo abbraccio divenne un costo fisso. Il mio cuore era finito in minoranza. Quando se ne andò lasciò sul tavolo una tazza una forcina per capelli e un modesto u tile netto. Ogni tanto ancora oggi la ripenso: come investimento ad alto rischio aveva un suo perché.
PER L’APPUNTO Un giorno appoggiai la testa contro il muro di una parete della stanza. La testa entrò nel muro e io rimasi lì con la cravatta penzoloni appoggiato alla parete come uno stupido ombrello. Avere la testa dentro un muro non è neanche così male però non puoi guardare l ’ ora. Comunque al pranzo di lavoro che avevo a mezzogiorno non ci sarei potuto andare anche sapendo che ora era. Perché bloccato per l ’ appunto con la testa dentro un muro.
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