VADO SU STRADE DI PIANTO
Vado su strade di pianto
con lacrime di sale,
ferito il cor e affranto
per quell’aggravio fiscale.
Cammino nella sciagura,
del duolo patisco il morso,
tornando alla ria sventura
di un non erogato rimborso.
Già odo di lungi il romore
che annunzia la mia ruina:
attendonmi in brevi ore
esazioni da rapina.
Orsù, presto cali il sipario,
che il petto nel lutto langue:
la pelle mi chiede l’erario,
lo stato mi toglie il sangue.
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