MODELLO SPECIALE

MODELLO SPECIALE


A diciassette anni misurava già due metri e dieci. Un'altezza che gli aveva rovinato l'infanzia, le amicizie e ogni fotografia di gruppo. Soprattutto gli rendeva complicato il rapporto con la sua fidanzata, alta un metro e cinquanta e qualche cosa.
Al negozio gli parlarono di un modello speciale: scarpe con la suola scavata, incassata verso il basso, pensate apposta per chi, come lui, aveva sempre desiderato l'opposto di ciò che tutti cercavano: delle scarpe che abbassassero la statura.
Le provò. Perse trenta centimetri all'istante. Il commesso lo guardò soddisfatto, come un sarto davanti a un capo finalmente ben tagliato. Comprò tutte e tre le paia disponibili.
Camminando si accorse che le ginocchia si piegavano più del dovuto, che ogni passo era una piccola discesa in una buca invisibile. Ma si sentiva, per la prima volta, quasi normale.
Al liceo i compagni lo presero in giro più di prima: "Lo spilungone si è rimpicciolito!" strillavano ridendo. Un professore, guardandolo dritto negli occhi per la prima volta, gli disse: "Lo sapevo io, Bianchirossi, che lei girava coi rialzi nelle scarpe!" La sua ragazza era felice: quando si abbracciavano non era più costretta a graffiarsi il viso contro la fibbia della cintura.
Lui però non era del tutto soddisfatto, e dopo un mese ordinò un nuovo modello. Il commesso lo accolse con entusiasmo esagerato: "Queste mi sono appena arrivate, e sono davvero straordinarie. Vediamo se le stanno!"
Le calzò e scomparve per sempre. Il negoziante non poteva saperlo: quelle scarpe, inviate per errore al suo negozio e non ancora testate, rendevano più bassi di tre metri. Il commesso le riinfilò di soppiatto nella scatola e le fece sparire in fondo al magazzino. Nessuno seppe mai che fine avesse fatto Bianchirossi.

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