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IL COSO

IL COSO Le cose non andavano poi male sulla Terra, finché nel cielo non comparve il Coso. Il Coso era quel genere di cosa che non sapevi esattamente cosa fosse. Sfuggente e imprevedibile, nessuno lo riusciva a definire. C’era chi proponeva una sua ipotesi, chi la contraddiceva, chi ne azzardava un ’ altra: il tutto senza mai raggiungere un accordo. E mentre divampavano le dispute, il Coso piano piano si allargava: dai oggi e dai domani ridusse infine l’uomo in schiavitù, portandolo a cosare all’impazzata, senza nemmeno rendersi più conto che cosava. Cosando a più non posso, l’uomo si ritrovò a cosare cose che mai per nulla al mondo avrebbero dovuto esser cosate, inesorabilmente andando ad incosarsi. Mentre nel cielo il Coso cosava incontrastato senza che ormai niente e nessuno potesse in qualche modo dis-cosarlo.

UNA CORTESIA

UNA CORTESIA — LUI: Scusa, posso chiederti una cortesia? — LEI: Prego, di’ pure... — LUI: Saresti così gentile da innamorarti di me? — LEI: Come? Mi spiace, non posso. Sono già innamorata di un altro! — LUI: Oh, sono sconvolto... io ti amo da una vita... — LEI: Davvero mi spiace... ma senti: perché non ti disinnamori? Non soffriresti più! E io non mi sentirei così a disagio... — LUI: Non credo di poterci riuscire... — LEI: Provaci. Cosa ti costa? — LUI: Ok, ci provo. — LEI: Allora? — LUI: Niente. Ti amo ancora. — LEI: Dai, più impegno! Metticela tutta! — LUI: Hmmm... È dura... però... — LEI: Visto? — LUI: Ehi, caspita, ce l ’ ho fatta! Tutto ok. Disinnamorato! — LEI: Davvero? — LUI: Dalla testa ai piedi! — LEI: Sono felice per te! — LUI: Anzi, adesso mi stai pure sulle palle! — LEI: Oh, è meraviglioso! — LUI: Be ’ , a mai più rivederci! Non sarai nei miei pensieri. — LEI: Nemmeno tu. E addio per sempre!

PONTELAGOCANNUCCIA

PONTELAGOCANNUCCIA Pontelagocannuccia: una chiesetta un bar un panettiere e quattro case addosso alla collina. A volte piove a volte tira vento. A volte viceversa il sole splende. D’inverno fa più freddo che in estate. La gente qui la notte ama dormire: si suole restar svegli tutto il giorno. E c’è l’usanza se qualcuno muore di seppellirlo dopo il funerale.

IN RIVA AL MARE

IN RIVA AL MARE Aprii il mio lettino in riva al mare. Era cosparso di vermi. Un groviglio pulsante di viscidi organismi. Commosso rimasi lì a guardarli: erano così meravigliosamente ripugnanti. Andai di corsa a ringraziare i gestori. Avevano voluto farmi una piccola sorpresa come cliente fedele senza neanche applicare la speciale tariffa sui vermi che avrebbe alzato il costo del 33%.

DA LEGARE

DA LEGARE — Scusi, lei per caso è un assassino? — Eh? Io, un assassino?... — No, così... domandavo... — Domandava? E perché mai dovrei essere un assassino? — Non so... tutti potremmo esserlo, io non la conosco... — Ma come le viene in mente di fermare la gente per strada per fargli una domanda come questa? Lei non è mica normale... — Infatti: i o sono pazzo. Un pazzo furioso. — Beh, adesso tutto si spiega... — Sì, guardi, proprio matto. Da legare! — Allora deve scusarmi... — Si figuri, mica mi faccio problemi... ma andando al dunque, lei è o non è un assassino? — No. Mai ammazzato nessuno. — Peccato... mi sarebbe piaciuto conoscerne uno... li ammiro tanto! — Li ammira? Gli assassini li ammira? — Certo: sono pazzo! — Ah già, dimenticavo... — Be’, scusi se l’ho importunata. Adesso devo salutarla, è ora di rientrare in manicomio. Matto sì, ma sono un tipo puntuale...

IL PANETTIERE SOTTO CASA

IL PANETTIERE SOTTO CASA Il panettiere sotto casa quando apre il suo negozio la mattina certe volte posso udirlo fischiettare. Altre volte canticchia allegramente un motivetto. Ma ci sono invece giorni in cui se ne sta lì bello tranquillo senza rompere troppo i coglioni.

LA LORO RELAZIONE

LA LORO RELAZIONE Lui era sempre stato un grande stronzo e come donna lei era un po’ un cesso: la loro relazione fu una merda.